CULTURA: AUMENTA IL TURISMO DEDICATO, +5% RISPETTO AL 2003
martedì, febbraio 22nd, 2005(AGI) – Roma, 22 feb. – Grandi numeri per il turismo della cultura in Italia: +5% di visitatori rispetto al 2003 e un quarto del fatturato complessivo del turismo nazionale (85 miliardi di euro circa). Le citta’ d’arte rappresentano la variazione in positivo piu’ clamorosa negli ultimi quindici anni (+78% di visitatori) contro il 52,6% in piu’ delle localita’ marine e il 42,3%, sempre in positivo, della montagna.
Sono alcuni fra i dati riportati dall’annuario della Cultura 2005 “coprodotto” dal dicastero per i Beni e le Attivita’ culturali e dal Touring Club Italia, presentato dal ministro Giuliano Urbani, dal sociologo Domenico De Masi e, per il Tci, dal presidente Roberto Ruozi.
Negli ultimi 12 anni le presenze nelle citta’ d’arte sono passate dai 43 milioni del 1990 ai 77 milioni del 2002, registrando un incremento del 79%. Un aumento che si “spalma” anche nei centri minori per i quali la quota dei visitatori e’ cresciuta dal 53% al 61%. Incrementi cospicui anche per i visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche: il divario fra il 2003 e il 2004 segna un +4,2%, con aumenti fortissimi per il nord-ovest e il centro e decrementi, ma piu’ lievi, per il nord-est e il sud e le isole. Primo gradino del podio per numero di visitatori lo scorso anno per il circuito Colosseo e Palatino a Roma con 3.106.295 visitatori, seguito, ma a distanza, da un altro sito archeologico, gli scavfi di Pompei che hanno avuto quasi un milione di visitatori in meno attestandosi sui 2.101.834 ingressi. Terzo posto per gli Uffizi di Firenze (1.495.000 visitatori), la Gallerai dell’Accademia e il Giardino di Boboli. Le mostre piu’ visitate nel 2003 sono state quella dei “Faraoni” a Venezia con oltre seicentomila ingressi, seguita a ruota da “L’impressionismo e l’eta’ di Van Gogh” a Treviso che ha superato anch’essa i seicentomila visitatori.
“Tanta gente nel mondo vuol venire a vedere le bellezze italiane”, ha commentato Urbano sottolineando che “noi abbiamo il dovere di mostrargliele al meglio e di consentire al numero maggiore di persone non soltanto di ammirare i nostri luoghi d’arte, ma anche di aprpezzare i nostri prodotti”. (AGI)
