AGRICOLTURA:LINCEI,DA RISORSE GENETICHE AUMENTA PRODUTTIVITA’

(AGI) – Roma, 9 nov. – In tutti i paesi del mondo l’agricoltura fa uso di risorse genetiche originarie di altre zone. L’impiego di piante importate, nella costituzione di nuove varieta’ per l’agricoltura e quindi per l’alimentazione, ha fatto aumentare le produzioni e la resa agricola. Questo fenomeno, di cui si e’ parlato all’Accademia dei Lincei nel Convegno internazionale sulle “Risorse genetiche vegetali per l’agricoltura e l’alimentazione”, e’ oggi molto rilevante, ad esempio in Australia nessuna delle piante coltivate e’ originaria del paese, tutte le specie coltivate sono state importate. Negli USA c’e’ una sola pianta coltivata originaria ed e’ il girasole. Nel mondo c’e’ quindi ormai una forte interdipendenza nelle coltivazioni. In Europa l’interdipendenza oscilla tra il 90 – 99 % dei paesi nordici e il 50 – 70 % della Grecia. In Italia siamo tra il 70 e il 90%.

L’uso di risorse genetiche vegetali e’ stato utilissimo per superare molte malattie delle piante e per difenderle da insetti o parassiti senza dover ricorrere a medicine o pesticidi, con vantaggi notevoli per l’ambiente. Ad esempio gli agricoltori statunitensi spendevano circa 600 dollari per ettaro in prodotti chimici per difendere le coltivazioni di patate da un fungo che distruggeva i raccolti. Grazie ad elementi resistenti al fungo, presenti in un tipo di patata coltivata in Messico, e’ stato possibile evitare il ricorso alle sostanze chimiche con enormi vantaggi economici per gli agricoltori e ambientali per il territorio.

L’impiego di varieta’ vegetali consente anche di aumentare la produzione per unita’ di superficie, cosa che ha permesso di evitare l’espansione di terreni coltivati a scapito di foreste ed aree naturali. Si stima che in questo modo siano stati salvati nel mondo circa 300 milioni di ettari di boschi e praterie ricchi di biodiversita’. (AGI)

Bru (Segue)