MAFIA: L’ESPRESSO, BRUSCA “RIINA MI PARLO’ DI MANCINO”

(AGI) – Roma, 21 ott. – “Ho avuto un messaggio, viene da Mancino”. Con questa frase, stando alle rivelazioni d “L’Espresso” che il settimanale pubblica domani. Giovanni Brusca racconta ai magistrati di Firenze la sua verita’ sulle presunte trattative tra Mafia e Stato. “Nel Natale del 92 – racconta Brusca ai pm – Riina annuncio’ in una riunione fra boss, che lo Stato si era fatto avanti. Ho avuto un messaggio – disse allora il Boss di Corleone – viene da Mancino”. Brusca racconta che fu accolto da Riina con la frase “Finalmente si sono fatti sotto. Ci ho fatto un papello cosi’ (il documento con le richieste sulla Gozzini, e fra l’altro, la revisione del maxiprocesso a Cosa Nostra, l’aggiustamento del processo a carico di alcuni mafiosi fra i quali, Pippo Calo’ per la strage del treno 904)”. Quella pero’, spiega L’Espresso, fu l’unica volta in cui Brusca senti’ pronunciare il nome di Mancino che sarebbe stato riferito da Riina attraverso Ciancimino. E l’ex responsabile del Viminale ha sempre smentito trattative.

Ma dopo l’arresto del padrino, i boss, stando al racconto verbalizzato di Brusca, puntarono sulla classe politica emergente: Forza Italia e Silvio Berlusconi. Anche il neo pentito Gaspare Spatuzza, secondo l’Espresso, parla di contatti “fra alcuni boss e Marcello dell’Utri”. Sempre secondo il settimanale, Brusca, avrebbe detto: “Parlando con Leoluca Bagarella, quando cercavamo di mandare segnali a Silvio Berlusconi che si accingeva a diventare presidente del Consiglio nel 1994, gli mandammo a dire: guardi che la sinistra o i servizi segreti sanno, non so se rendo l’idea”.

Il pentito poi spiega: “sanno quanto successo gia’ nel ‘92-’93, le stragi di Borsellino e Falcone, il proiettile di artiglieria fatto trovare al Giardino di Boboli a Firenze, gli attentati del 1993″. Secondo il settimanale la mafia intendeva mandare un messaggio al “nuovo ceto politico” facendo capire che “cosa nostra voleva continuare a trattare”. “C’erano pezzi delle vecchie democrazie cristiane – dice Brusca – del partito socialista. Tutti pezzi politici un po’ conservatori, cioe’, sempre contro la sinistra per mentalita’ nostra. Volevamo dare un’arma ai nuovi presunti alleati politici per poi trarne beneficio”. (AGI)

Mld