SENATO: DE PETRIS, CON MINICOMUNITARIA TUTELATI AGRICOLTORI

(AGI) – Roma, 14 mar. – “Oggi, con il voto del Senato, abbiamo conferito la dignita’ che merita al lavoro di generazioni di agricoltori che contribuiscono a raccogliere, selezionare e conservare specie preziose per la qualita’ delle coltivazioni e per il futuro delle produzioni alimentari. E’ un passo importante con il quale l’Italia risponde all’appello internazionale sulla liberta’ dei semi lanciato lo scorso ottobre a Torino durante “Terra Madre”. Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta con grande soddisfazione l’approvazione oggi in Senato, durante le votazioni per la conversione in legge del decreto sugli obblighi comunitari e internazionali, dell’emendamento a sua prima firma che istituisce il registro nazionale delle ‘varieta’ da conservazione’ e consente agli agricoltori il libero scambio delle sementi su base locale. “La FAO – dichiara la senatrice – stima la scomparsa dei tre quarti delle specie di piante coltivate nell’ultimo secolo: all’inizio del ‘900 erano coltivate ad esempio circa 5.000 varieta’ di mele, mentre oggi solo quattro ‘cultivar’ coprono l’80% della produzione. E’ un processo di omologazione che mette a rischio le stesse basi della sicurezza alimentare in quanto solo con le varieta’ inconsuete ed oggi rare si potranno fronteggiare i mutamenti indotti nei cicli naturali dal cambiamento climatico e dalle nuove malattie delle piante. Fino ad oggi – prosegue De Petris – solo i semi iscritti nel catalogo ufficiale potevano essere commercializzati, ma le alte spese di registrazione e complesse prove varietali impedivano di fatto lo scambio fra agricoltori delle sementi autoprodotte e di specie non standardizzate. Con il nostro emendamento viene invece consentito lo scambio e l’impiego delle sementi delle varieta’ da conservazione perche’ questa e’ l’unica strada per consentire il mantenimento della biodiversita’. I semi – conclude l’esponente dei Verdi – sono il primo prezioso anello della catena alimentare. Sarebbe un errore irreparabile non conservare questa risorsa e consentirne la totale privatizzazione con i brevetti”. (AGI)
Com/Ser